Le anormalità nell’altezza

La gran parte dello scarto in altezza di una popolazione è genetico. Una statura bassa o alta, non sono di solito non una preoccupazione per la salute se il grado di scostamento dalla normalità non è significativo. La conferma che una altezza eccezionale sia normale per una persona, può essere ricercata attraverso il confronto della statura dei membri della famiglia. Vi sono, tuttavia, vari disturbi e malattie che causano anomalie della crescita. Principalmente si possono distinguere due forme di crescita patologica, il gigantismo (molto rara) derivante da iperpituitarismo infantile, e il nanismo, che può avere diverse cause.

Il termine gigantismo non indica necessariamente una malattia. In senso patologico, indica invece uno stato morboso dovuto a una cronica ipersecrezione della somatotropina (ormone della crescita) durante l’età prepubere. Il gigantismo si manifesta durante l’accrescimento scheletrico dell’individuo, cioè in un periodo in cui le cartilagini e le ossa sono ancora in grado, sotto lo stimolo dell’ormone somatotropo, di svilupparsi in lunghezza, perché le cartilagini di coniugazione non sono ancora saldate. Nella quasi totalità dei casi, la causa va ricercata in un tumore (adenoma) ipofisario secernente GH; più raramente, l’ipersecrezione sarebbe ectopica (cioè proverrebbe da strutture diverse dall’ipofisi, che è l’organo fisiologicamente preposto alla produzione di GH) o conseguirebbe alla iperproduzione di GHRH (Growt Hormone Releasing Hormone, il fattore di origine ipotalamica la cui funzione è quella di stimolare l’ipofisi a produrre GH) da parte di tumori insulari del pancreas o tumori carcinoidi polmonari.

Riguardo al nanismo, si distinguono: nanismi armonici e nanismi disarmonici. Nel primo caso si tratta di un deficit di sviluppo tale che il soggetto nell’insieme ha una figura in cui sono mantenute le proporzioni tra le parti; nel secondo caso prevalgono certe strutture su altre. Per estensione talvolta il termine è usato anche nel caso di malattie che riducono l’altezza del soggetto per il fatto che provocano deformazioni dello scheletro.

(Tratto dal Dizionario Medico)

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